A vederli sembrano un paio di Ray-Ban “ingrassati”. L’intera montatura è molto più spessa, ma è stata resa il più possibile esteticamente piacevole. Un accorgimento frutto della stretta collaborazione che Meta ha avviato con EssilorLuxottica sin dagli albori del progetto (condiviso) di creare degli occhiali abbastanza tecnologicamente avanzati da poter essere definiti “smart”. Dopo fotocamere, speaker e microfoni, è arrivato il software. Ovvero Meta AI, l’intelligenza artificiale integrata con cui è possibile dialogare. Il vero passo in avanti, per questo oggetto nuovo ma di cui si parla da oltre dieci anni - con tantissimi flop e pochi avanzamenti - è l’inserimento della realtà aumentata. I Meta Ray-Ban Display sono il primo esempio che convince. Perché lo schermo posizionato sulla lente e proiettato nell’occhio è ben visibile e sfruttabile. Utile, in altre parole. E perché c’è un’interfaccia progettata e pensata proprio per le esigenze di questo specifico dispositivo. Ovvero gli smart glass.