MILANO. La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza, ha eseguito giovedì sera il fermo di indiziato di delitto nei confronti di tre persone, accusate di omicidio aggravato, rapina aggravata, incendio e distruzione di cadavere. Il gruppo è composto da un italiano di 38 anni, un albanese di 33 e una donna italiana di 36.
Sesto San Giovanni, morto un 62enne nell’incendio di casa: ferite da taglio sul corpo, è omicidio
La vittima Hayati Aroyo, 62 anni, era cognato del boss della mafia turca Huseyin Sarai, ucciso a Crotone il 31 gennaio 2005 proprio mentre la vittima di Sesto San Giovanni era al volante dell'auto ma il suo omicidio non sarebbe connesso agli affari criminali della famiglia. Alla sua identificazione certa, per via dello stato del corpo, gli agenti della Mobile giunsero alcuni giorni dopo grazie alle impronte digitali e all'Autorità giudiziaria turca. L'italo turco si trovava in un appartamento che gli era stato prestato da uno studente ventenne che per due mesi era andato in vacanza.
Secondo le indagini, l'uomo era stato colpito da circa trenta fendenti prima che i responsabili appiccassero il fuoco per distruggere le prove.
Grazie a intercettazioni, analisi di tabulati telefonici e telecamere, le forze dell'ordine hanno ricostruito la rete di amicizie della vittima e individuato i sospetti, motivati da un profondo astio verso di lui. I tre indagati sono stati condotti in carcere - gli uomini a Busto Arsizio e la donna a Milano - in attesa della convalida del fermo da parte del GIP.












