La causa intentata da una serie di etichette discografiche contro l'Internet Archive si è chiusa con un accordo. La disputa verteva intorno al Great 78 Project, un’iniziativa che aveva l'obiettivo di preservare vecchie registrazioni musicali disponibili soltanto su fragili 78 giri in gommalacca.Le major contro la biblioteca di internetNon sono stati ancora resi noti i dettagli dell’accordo, ma un documento depositato in tribunale il 15 settembre ha confermato che l'Internet Archive e le case discografiche Umg Recordings, Capitol Records, Sony Music Entertainment, tra le altre, “hanno raggiunto un’intesa”. Ulteriori informazioni potrebbero arrivare nei prossimi 45 giorni, quando le parti dovranno presentare gli atti per la chiusura ufficiale della causa. È però improbabile che la cifra dell’accordo venga resa pubblica.Pochi giorni prima dell’annuncio, le etichette avevano fatto sapere che – a eccezione dell'Internet Archive e del suo fondatore, Brewster Kahle – tutte le parti coinvolte avevano già accettato di firmare un accordo, compreso quindi l’ingegnere del suono George Blood, responsabile delle registrazioni del Great 78 Project. Nelle giornate successive però l’organizzazione si è allineata, confermando in un post sul suo blog il raggiungimento di una “risoluzione confidenziale”.Per l'Internet Archive, che con il progetto puntava a digitalizzare 3 milioni di incisioni musicali per aiutare gli storici a documentare la storia della musica, la causa intentata dalle etichette discografiche avrebbe potuto significare la rovina finanziaria. In un primo momento, le major avevano chiesto un risarcimento da 400 milioni di dollari, affermando di aver perso introiti derivanti dagli ascolti ogni volta che gli utenti riproducevano le collezioni inserite nel Great 78 Project.L’organizzazione aveva contestato le cifre ricordando che i download e gli ascolti erano relativamente bassi e citando anche un veterano dell’industria musicale, secondo cui i danni del progetto non superavano i 41mila dollari. Ciononostante, nel marzo 2025 le etichette hanno addirittura aumentato le richieste, aggiungendo una grande quantità di nuove opere di cui sarebbero stati violati i diritti. La stima dei danni è così salita a 700 milioni di dollari.Le battaglie legali dell'Internet ArchiveL’accordo con le etichette musicali arriva dopo la causa persa dall'Internet Archive contro gli editori nel 2024, che avrebbe potuto tradursi in risarcimenti molto pesanti. In quel procedimento, l’organizzazione aveva accusato le case editrici di non essere in grado di dimostrare che la sua Emergency library — un servizio online temporaneo che offriva accesso gratuito a milioni di libri digitali durante la pandemia — avesse ridotto le vendite. Gli editori, rappresentati dallo stesso team legale delle case discografiche, alla fine hanno però avuto la meglio, ottenendo un pagamento che anche in quel caso non è stato reso pubblico.Dal momento che entrambe le controversie si sono chiuse con accordi riservati, è probabile che il vero costo che la difesa dei progetti di digitalizzazione ha comportato per la biblioteca online non venga mai alla luce.In un documento presentato in tribunale prima dell’ultimo accordo, l'Internet Archive aveva sostenuto che le etichette discografiche avessero aggiunto al procedimento un’enorme mole di opere con l’obiettivo di aumentare la pressione e forzare un'intesa.David Seubert, che ha usufruito del Great 78 Project e gestisce le collezioni audio della biblioteca dell’Università della California, Santa Barbara, in passato aveva dichiarato ad Ars Technica di sospettare che la causa intentata dall'industria musicale rappresentasse una sorta di vendetta, dato che i ricavi delle etichette non sembravano intaccati dal progetto. Secondo l'uomo, è possibile che le etichette semplicemente non apprezzassero "il modo in cui l'Internet Archive spinge i limiti del copyright e del fair use”. “Ci sono persone che, come il fondatore di Internet Archive, vogliono forzare quei limiti, e i conglomerati mediatici vogliono spingere nella direzione opposta”, ha commentato Seubert.Questo articolo è apparso originariamente su Ars Technica.
Come è finita la battaglia legale tra l'Internet Archive e l’industria discografica
Un gruppo di importanti etichette aveva fatto causa all'organizzazione, chiedendo un risarcimento che rischiava di metterne in pericolo il futuro






