In Giappone il futuro della lotta al cambiamento climatico potrebbe nascere imitando la forza silenziosa delle foglie. Tokyo ha deciso di puntare tutto sulla fotosintesi artificiale, una tecnologia ancora acerba ma capace, almeno sulla carta, di trasformare anidride carbonica, acqua e luce solare in carburante per aerei e materie prime per l’industria chimica.

È un progetto che unisce ambizione scientifica e calcolo politico: un Paese povero di risorse naturali che prova a reinventare la propria autonomia energetica trasformando ciò che oggi è il simbolo della crisi — la CO? — in una risorsa preziosa per l’economia di domani. Il tutto utilizzando acqua e luce solare in un processo che riproduce, su scala industriale, ciò che le piante fanno da milioni di anni.

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Giappone, neutralità carbonica entro il 2050

Il governo giapponese ha appena annunciato di aver elaborato un piano per ampliare la tecnologia della fotosintesi artificiale entro il 2040, rendendolo il cardine degli sforzi di decarbonizzazione. Tokyo ha fissato l'obiettivo del raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050 e il nuovo programma è visto come potenzialmente decisivo per centrare il target. La tabella di marcia presentata dal ministero dell’Ambiente segna tappe precise.