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Giovedì due camion che trasportavano container carichi di esplosivi, probabilmente munizioni prodotte in Repubblica Ceca, sono stati fermati al porto di Ravenna: non sono stati fatti entrare nell’area del terminal dove ad aspettarli c’era una nave della compagnia di navigazione israeliana Zim diretta ad Haifa, in Israele. Il blocco è stato chiesto dal comune di Ravenna, dalla provincia e dalla Regione Emilia-Romagna, azionisti dell’azienda portuale Sapir e della sua controllata Terminal Container Ravenna (TCR), che avrebbero dovuto gestire l’imbarco.

L’arrivo del carico classificato come 1-B-4, quindi contenente esplosivi, era stato denunciato martedì da alcuni operatori portuali quando i camion che lo trasportavano erano ancora al confine tra l’Austria e l’Italia.

Il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni ha detto di aver fatto una verifica con le aziende portuali e di non aver ricevuto smentite. A quel punto insieme alla provincia e alla Regione è stata mandata una lettera raccomandata a Sapir per esprimere contrarietà al passaggio di armi sui terminal del porto, chiedendo di inserire nel codice etico delle aziende il “valore della pace” e il rispetto dei diritti umani. «Sono sempre più necessarie e urgenti prese di posizione chiare e nette da parte del governo italiano», ha detto Barattoni. «Non si può continuare a far finta di non vedere e non sapere che contribuire al massacro di Gaza è disumano».