Dalla A di “Abbraccio” (Un abbraccio mi ricorda quando faccio qualcosa di bello e qualcuno mi ringrazia. È come se un abbraccio potesse contenere un intero mondo di affetto e connessione) alla Z di “Zio” (È utilizzato da noi ragazzi per rivolgerci in modo scherzoso a un amico o un’amica: Ehi z.! Non sai cosa mi è successo oggi!), passando per la L di “Libertà” (Correre in un prato verde incantevole, lasciando alle spalle i malesseri della nostra vita. Non pensare ai brutti ricordi, a niente, pensare al presente e non al passato. Non pensare costantemente al giudizio altrui e fare scelte guidate dal cuore), il linguaggio dei ragazzi è una scoperta, ogni parola racconta di loro, di un mondo in cui ogni genitore cerca di entrare, non sempre comprendendo i termini che ormai qualsiasi adolescente utilizza nel quotidiano.
È stato presentato in occasione del festival letterario Pordenonelegge
il Piccolo dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi, (disponibile online sul sito di Pordenonelegge ), il progetto coordinato dalla curatrice del Festival Valentina Gasparet e dal direttore artistico Gian Mario Villalta, con la partecipazione straordinaria del linguista Giuseppe Antonelli e con la collaborazione della Fondazione Treccani Cultura.








