di
Monica Guerzoni
Il Capo dello Stato parla dei 650mila militari italiani internati nei campi di concentramento nazisti che rifiutarono di essere arruolati nell'esercito tedesco o di aderire alla Repubblica sociale: tra loro anche Guareschi e Tonino Guerra
Patrioti, con la maiuscola, furono i 650mila militari italiani internati nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra mondiale. Il loro coraggioso «no» a entrare nell'esercito di Hitler o aderire alla Republica di Salò, pronunciato a costo della vita o di atroci sofferenze, è per Sergio Mattarella un atto di Resistenza, fondativo della nostra democrazia.
Con una cerimonia al Quirinale alla presenza delle associazioni, delle famiglie e di alcuni sopravvissuti centenari, il capo dello Stato ha celebrato l'istituzione della Giornata nazionale degli internati militari italiani nei campi di concentramento tedeschi, dopo l'8 settembre del '43. La scelta di dar seguito all'iniziativa legislativa del vicepresidente di Montecitorio Giorgio Mulè, di Forza Italia, è per il capo dello Stato «un segno che rafforza la radice della democrazia conquistata del nostro popolo».










