Se si parla in chiaro di genocidio, persino i sacerdoti rischiano il ban informatico. Google ha bloccato improvvisamente e senza preavviso l’account della rete “Preti contro il genocidio”, il gruppo di oltre mille sacerdoti, religiosi e vescovi che ha deciso di prendere posizione pubblicamente “per rispondere ai crimini dello stato di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza e nei Territori Occupati”.
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Il documento inaccessibile
A darne notizia è lo stesso network, che chiede pubblicamente l’immediato ripristino dell’accesso all’identità digitale a cui è collegato il documento pubblico fondativo che è stato sottoscritto da religiosi di 28 Paesi del globo. Pubblicato sul sito dei saveriani, adesso risulta inaccessibile.
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