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Michela Nicolussi Moro
Lo scrittore e giornalista ospite a Pordenonelegge: «In Russia dittatura e caccia agli oppositori che vengono privati dei diritti. Il mio libro vietato in scuole e biblioteche»
Dichiarato «agente straniero» dal regime di Putin, Alexander Baunov, scrittore, giornalista ed ex diplomatico dell’ambasciata russa ad Atene che ora vive tra Firenze e Berlino, a Pordenonelegge, la Festa del libro e della Libertà in programma fino al 21 settembre, parla dell’ascesa e della dittatura di Putin. «Vengono arrestate due persone a settimana per aver detto o scritto qualcosa percepito come contrario al regime o aver fatto un bonifico a partiti di opposizione - racconta Baunov, fenomeno editoriale con «La fine del regime», in Russia esaurito in pochi giorni - il mio paese è andato verso la deriva autoritaria con il ritorno di Putin nel 2012 ed è finito sotto una vera dittatura autoritaria con l’attacco all’Ucraina, nel 2022. Il popolo ora è infelice e contrario alla guerra, supportata dall’élite governativa, ma quando Putin si è insediato non si è ribellato perché al crollo dell’Unione Sovietica non riusciva a sfamarsi, la recessione degli inizi degli anni ‘90 era senza precedenti, mentre ora non ha problemi economici», aggiunge lo scrittore.






