Il titolo è affascinante,”Riprogrammare l’obesità”. O meglio riprogrammare il metabolismo per aiutarlo a perdere peso e a non riprenderlo, proteggendo quei muscoli che sono indice di longevità, e che con i farmaci per l’obesità tendono purtroppo ad andar via insieme al grasso. In più – e se davvero fosse così sarebbe una svolta – il peso perduto non si riprenderebbe a fine terapia, come accade invece con i farmaci GLP1.
L’idea, che è più che un’idea visto che i primi 80 esseri umani trattati con una puntura settimanale sono di novembre 2024 nei Paesi Bassi e i risultati degli studi preclinici, pare promettenti, arriveranno nel 2026, è di una azienda biotecnologica italiana che ha messo a punto un nuovo farmaco a RNA per trattare le cause dell’obesità. E tanto ci ha creduto l’Easd, il congresso annuale per lo studio del diabete in corso a Vienna, che ha dedicato a questo lavoro una parte della comunicazione programmata e un incontro per raccontare i dettagli della ricerca.
Il nuovo approccio per trattare l’obesità è giustificato dal fatto che ci si trova di fronte a una complessità che coinvolge il metabolismo dei grassi e degli zuccheri, modifiche nel tessuto grasso e una disfunzione mitocondriale che va ben oltre il semplice appetito ed è per questo che l’idea – raccontata da Riccardo Panella, co-fondatore e amministratore delegato della torinese Resalis Therapeutics – è di tentare altre strade per approcciare la complessa patologia.







