BELLUNO - Sembra ieri ma sono già passati 25 anni da quel 19 settembre 2000 quando Deborah Gelisio conquistò la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Sydney nella specialità del double trap. La prima medaglia al femminile nella storia del tiro a volo italiano. Come sottolineò anche il grande Rino Tommasi, presente in Australia a seguire non solo il suo amato tennis ma pronto a intervistare a Casa Italia la campionessa bellunese.
Ad accompagnare l'allora giovane atleta zumellese il presidente della Pro loco Renzo Limana e il sindaco di Mel di quel tempo, Emilio Isotton. «Ad Atlanta '96 Deborah aveva trovato nella solitudine uno dei maggiori ostacoli alla ricerca di un risultato importante e nessuno voleva che la stessa situazione si ripresentasse anche in Australia». Questa la motivazione che spinse il primo cittadino zumellese a partire, insieme all'immancabile Renato, papà e primo tifoso di Deborah. «Non ci credo sia passato tutto questo tempo - rimarca proprio il padre di Deborah -. È stata un'avventura incredibile, e pensare che non ci volevano fare neanche entrare allo Shooting center di Liverpool a Sydney perché avevamo portato con noi uno striscione troppo grande con scritto "Deborah, Belluno è con te"». Che infatti rimase in un deposito bagagli all'ingresso. «Poi dovevamo fare attenzione all'allenatore di Deborah, Luciano Giovannetti, che era molto in apprensione e aveva paura che mia figlia potesse perdere la concentrazione se avesse visto in tribuna amici e parenti che la sostenevano».







