Solo dei giovani ricercatori italiani potevano trasformare un piatto di pasta iconico in una questione scientifica degna di uno dei premi più goliardici e irriverenti al mondo. Ed è così che la ricetta 'a prova di scienza' per la cacio e pepe senza grumi è finita tra i vincitori degli IgNobel 2025, i premi parodia dei Nobel che vengono assegnati ogni anno a studi scientifici stravaganti 'che prima fanno ridere e poi fanno pensare'.

IgNobel per la fisica

Lo studio sulla cacio e pepe, che ha vinto il premio IgNobel per la fisica, era stato pubblicato qualche mese fa su una serissima rivista scientifica internazionale, Physics of Fluids, con la firma di otto ricercatori: Davide Revignas e Daniel Maria Busiello dell'Università di Padova, Giacomo Bartolucci dell'Università di Barcellona, Fabrizio Olmeda dell'Istituto di Scienza e Tecnologia dell'Austria, Matteo Ciarchi, Ivan Di Terlizzi, Vincenzo Maria Schimmenti e Alberto Corticelli dell'Istituto Max Planck di Dresda. Spinti dalla voglia di affinare le proprie conoscenze di fisica dei fluidi con "l'obiettivo pratico di evitare lo spreco di buon pecorino", sono volati quasi tutti negli Stati Uniti per ricevere il riconoscimento durante la cerimonia di premiazione organizzata alla Boston University dalla rivista scientifica umoristica Annals of Improbable Research. La serata, che aveva come tema portante la 'digestione', ha visto la partecipazione di veri premi Nobel che hanno consegnato i premi sotto la tradizionale pioggia di aeroplanini di carta lanciati dal pubblico.