PADOVA - I componenti fino al 2015 del Cda del consorzio Padova Tre (già fallito), non pagheranno i 3 milioni e mezzo di tributo ambientale dovuti alla Provincia. Motivo: hanno incassato l'assoluzione da parte dei giudici della Corte dei Conti della prima sezione giurisdizionale centrale d'Appello. Si tratta di Simone Borile, Egidio Vanzetto e Stefano Chinaglia. I tre, rispetto alla sentenza di primo grado dove erano stati condannati al risarcimento, affiancati dai legali Marco Greggio, Carlotta Seghi, Francesca Leurini, Christian Ferrazzi e Nicola Giobba, hanno presentato ricorso e hanno vinto.
A seguito del processo penale a Rovigo per il crac di Padova Tre (nel marzo del 2023 Borile e Chinaglia in primo grado sono stati condannati a 6 anni e sei mesi per peculato, mentre Vanzetto è stato assolto) la Procura del Tribunale contabile ha deciso di fare chiarezza sul denaro da immettere nelle casse di Palazzo Santo Stefano. E così è stato nominato un consulente tecnico per fare luce sulla vicenda. Il dottore Massimo Da Re di Venezia ha avuto il compito di individuare, relativamente a tutto il periodo oggetto dei fatti di causa, l'importo delle somme incassate da Abaco Spa e dalla società Padova Tre Srl a titolo di tributo ambientale provinciale. Quindi ha determinato la misura delle somme dovute a titolo di tributo ambientale alla Provincia dal 30 giugno del 2015 al 31 dicembre dello stesso anno al netto degli acconti versati, comprese le somme dovute a titolo di interessi su di queste nonchè su quelle tardivamente versate. Negli oltre 30 milioni di debiti accumulati dalla società che gestiva il servizio dei rifiuti nella Bassa padovana e nel Piovese, ci sono anche i 3,5 milioni di euro non versati alla Provincia. É il corrispettivo del tributo ambientale Tap, riscosso in bolletta. Secondo la Finanza durante la gestione Borile Padova Tre avrebbe interrotto i versamenti. Con un danno alle casse della Provincia quantificato in circa 3 milioni e mezzo di euro. Secondo la Procura contabile gli amministratori della società fallita nel 2017 avrebbero abusato del loro status di incaricati di pubblico servizio omettendo il versamento del tributo ambientale alla Provincia. Ma se i tre in primo grado nel 2022 sono stati condannati a risarcire la Provincia, in appello hanno incassato l'assoluzione.






