Che ci vuole il sasso giusto lo sanno anche i muri: deve essere sottile, il più piatto possibile, quasi tondeggiante, levigato, maneggevole. Sarà un gioco ma mica è uno scherzo, il rimbalzello. Buono a qualsiasi età, in qualsiasi parte del mondo (serve uno specchio d’acqua fermo, laghi o stagni vanno benissimo), per qualsiasi tasca: occorre, semmai, la tecnica, la giusta inclinazione, il polso che deve essere fermo epperò deve anche saper accompagnare, le ginocchia lievemente piegate, lo sguardo fisso davanti.

Uno, due, tre sobbalzi sul filo della superficie: vince chi ne totalizza di più prima che il sasso affondi e, quindi, trionfa chi riesce a coprire la distanza maggiore dalla riva.

Non è un semplice passatempo, non è nemmeno una sciocchezza revival da secolo scorso: è un campionato del mondo in piena regola che per la prima volta ha fatto capolino nel 1983, ma che è dal 1997 che prosegue senza intoppi e che, tuttavia, in questa edizione 2025, qualche grana (sul regolamento) ce l’ha avuta.

Sulla spiaggia di Easdale, una minuscola isola dell’arcipelago delle Ebridi interne, nella Scozia occidentale, martedì c’erano circa 2mila persone. Lì gli abitanti sono una sessantina, hanno un unico pub nel quale si beve dell’ottima birra luppolata e non ci sono nemmeno auto in circolazione (perché è vietato): i 1.940 avventori di Easdale erano lì a sfidare il freddo del nord per il World stone skimming championships, il campionato del mondo di rimbalzello.