Nelle scorse settimane aveva attirato i riflettori dei mercati perché i rendimenti trentennali dei suoi titoli di Stato erano volati sui massimi da 27 anni, al 5,69%. Da allora l’allarme rosso è un po’ rientrato, con i tassi a 30 anni scesi al 5,50%. Ma in Gran Bretagna, che in questi giorni ospita il presidente Usa Donald Trump, l’allarme non è passato davvero: si è solo sopito. È stato solo rinviato. Lo dimostra il fatto che - secondo i calcoli effettuati da Bank of America - gli investitori a settembre hanno sottopesato la Borsa di Londra come non accadeva dal lontano 2004. Neppure nel 2016, nei giorni turbolenti del referendum su Brexit, si era vista una rotazione dei portafogli globali così brusca e clamorosa: se un mese fa avevano un minimo sottopeso netto (underweight) del 2%, ora sono arrivati al 20%.

Bene inteso: il listino inglese da inizio agosto segna un rialzo di circa mezzo punto percentuale, al pari dell’indice europeo Eurostoxx. Non c’è stata una cosa alla vendita. Ma c’è comunque stata una rotazione dei portafogli, secondo il sondaggio di Bank of America. E forte turbolenza sui Gilt, i titoli di Stato Uk. Gli investitori stanno insomma dando al Governo Starmer un avvertimento per ora bonario: la legge di Bilancio, al varo il 26 novembre, dovrà rimettere i conti pubblici in carreggiata. Nel frattempo è la Banca centrale a metterci una pezza: ieri la Bank of England ha infatti mantenuto invariati i tassi al 4%, ma ha anche annunciato che d’ora in avanti rallenterà il passo della riduzione dei titoli di Stato nel suo bilancio. Se negli ultimi 12 mesi li ha ridotti (vendendoli e non rinnovando le scadenze) per 100 miliardi di sterline, nei prossimi 12 mesi li diminuirà di soli 70 miliardi. E cercherà di vendere il meno possibile Gilt a lunga scadenza. «La Banca centrale potrà così continuare a perseguire il suo obiettivo di politica monetaria - ha spiegato il Governatore Andrew Bailey - minimizzando l’impatto sul mercato dei titoli di Stato inglesi». Un aiuto al mercato, insomma. Ma il problema è un altro: il Bilancio.