Febbre, naso chiuso, mal di gola. Spesso è colpa del Covid, che in questi giorni torna a crescere (918 i contagi accertati nell’ultima settimana in Lombardia). Ma compaiono anche i primi casi di influenza che, per il terzo anno di fila, sarà protagonista di un’epidemia aggressiva. «Quel che abbiamo visto in Australia non è bello — spiega Fabrizio Pregliasco, professore di Igiene generale e applicata all’università Statale e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi-Sant’Ambrogio —. La stagione influenzale è stata pesante, come le due precedenti, con il 4 per cento di contagi in più».
Il virus «circola» seguendo il freddo: dall’inverno dell’emisfero australe, quindi, si sta trasferendo alle nostre latitudini. «Ci sono tutte le premesse — continua l’epidemiologo — per una epidemia simile per dimensione a quella del 2024/25, in cui abbiamo avuto circa 16 milioni di persone colpite. Si potrebbe ammalare tra il 15 e il 25% della popolazione. L’impatto dipenderà dall’andamento meteorologico. Se le temperature saranno molto rigide, ci avvicineremo alle stime al rialzo. Se invece prevarranno gli sbalzi termici, emergeranno altri virus respiratori».








