La ministra Bernini attacca il rettore dell’Università di Pisa: «Sconcertante che non denunci l’aggressione del professor Casella». Zucchi replica: «Valuteremo se costituirci parte civile». Botta e risposta fra Anna Maria Bernini e Riccardo Zucchi, a due giorni dall’incursione dei manifestanti Pro Pal al polo Piagge, degenerata in violenza fisica e verbale. Riprendendo un’intervista al rettore, la ministra dell’Università lo ha accusato di tradire, con la mancata denuncia, i principi di rispetto e tolleranza sui quali si basano le università. Zucchi ha chiarito la sua posizione spiegando che «tutto è nato da un titolo fuorviante». E ha aggiunto: «La denuncia relativa all’aggressione è stata presentata, correttamente dal punto di vista formale, dal professor Casella stesso. Ovviamente, se fosse esercitata l’azione penale e la stessa si concretizzasse, l’ateneo sarà chiamato a valutare una eventuale costituzione di parte civile». Nel pomeriggio, però, da Palermo, la ministra ha chiesto a Zucchi di fare di più, invitandolo anche a sporgere denuncia per interruzione di pubblico servizio. Ma le “scintille” fra i Pro Pal e Rino Casella hanno scatenato schermaglie verbali anche nel centrodestra pisano. Lorenzo Paladini, segretario provinciale di Forza Italia e candidato alle elezioni regionali, si è detto preoccupato dalle parole del deputato leghista Edoardo Ziello che «ha invocato ancora una volta i manganelli come risposta politica». Paladini parla di un linguaggio «da parte di sceriffi e generali, che evoca periodi storici bui e controversi» e di parole e simboli che «non contribuiscono a stemperare i conflitti: li alimentano». Immediata la replica della Lega, a firma del gruppo consiliare comunale pisano, che accusa Paladini di «fare calcoli di pura campagna elettorale a scapito del buon senso e del rispetto per i diretti interessati».