Chico Forti, il surfista e imprenditore trentino, condannato all’ergastolo per omicidio volontario negli Stati Uniti, potrebbe tornare libero. Questione di ore, perché il detenuto nel carcere del Campone a Verona, dove è stato trasferito nel maggio 2024, ha chiesto la liberazione condizionale al Tribunale di sorveglianza. L’udienza si è svolta il 17 settembre e il giudice si è riservato una decisione, anche perché in caso di accoglimento dovrà porre alcune regole di comportamento. I legali del 66enne, condannato all’ergastolo per omicidio volontario negli Usa, hanno sostenuto che ha già scontato una pena superiore a quella che gli sarebbe stata inflitta in Italia per l’omicidio volontario.

Il caso di Chico Forti, che ha 66 anni, ha creato scalpore perché un comitato di persone che credono alla sua innocenza lo ha sostenuto in questo lungo arco di tempo, chiedendo prima la revisione del processo americano, poi il trasferimento in Italia. Le porte della prigione si erano aperte nel maggio 2024 quando Fortì è tornato in patria a bordo di un volo di Stato. Ad accoglierlo all’aeroporto era andata perfino la premier Giorgia Meloni che si era fatta fotografare assieme a lui, sorridente e compiaciuta. Quell’immagine, pubblicata in prima pagina dal Fatto Quotidiano ha suscitato polemiche per il rilievo istituzionale dato al ritorno di un ergastolano, che per la giustizia americana continua ad essere un colpevole.