Roma, 18 set. (askanews) – “Un taglio del 22% delle risorse della Pac è inaccettabile e rischia di mettere in ginocchio l’agricoltura italiana, che invece ha bisogno di una politica agricola adeguata a garantire sicurezza alimentare e vitalità nelle aree rurali. La scelta di forte ridimensionamento da parte della Commissione Ue andrà, infatti, a colpire il nostro settore in un periodo storico cruciale per l’impatto del climate change, delle turbolenze geopolitiche e della guerra commerciale in atto con gli Usa. Invece di una riduzione, avremmo avuto bisogno di risorse ancora maggiori”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, dopo l’annuncio della Commissione sulle dotazioni finanziarie della Pac post 2027 per ogni Stato membro, che assegna all’Italia circa 31 miliardi, con una perdita di circa 9 miliardi rispetto al valore attuale.
Cia esprime preoccupazione rilevando che la Pac di ieri valeva 378 miliardi, mentre quella futura potrà contare su circa 294 miliardi, nonostante l’aumento del bilancio Ue da 1.210 a quasi 2.000 miliardi. Il peso della politica agricola comune scenderà, dunque, dal 31% al 15% delle risorse complessive, perdendo ogni ambizione in termini sia politici che finanziari.







