Un fantasma verde si aggira per l’Europa. E non è il green della transizione energetica, già assai annacquato da ritardi e ripensamenti, bensì quello dell’agricoltura. Noi tendiamo sempre a sottovalutare il peso specifico del settore primario. Un riflesso condizionato. La nostra attenzione è rivolta, anche giustamente se vogliamo, all’industria che rischia il declino. Il focus è sulla competitività che langue per difetto di innovazione e di ricerca. Non sulle produzioni agricole, per quanto siano centrali, indispensabili, e anche terreno di avanzati esperimenti delle più raffinate tecnologie. Ci pensiamo sempre dopo, come ricaduta di altre scelte ritenute politicamente ed economicamente prioritarie (e in diversi casi lo sono).

Un errore ricorrente che in questa fase storica rischia addirittura di essere fatale per l’Unione europea, al punto di indebolirla nel perseguire altri e vitali obiettivi sull’innovazione, la transizione e il riarmo. Persino di metterne in pericolo l’esistenza. Esageriamo? No.