Una vittoria per la classifica e per il morale, per riprendere il filo in Champions e soprattutto cominciare a raddrizzare la stagione, anche in campionato. Il successo dell’Inter ad Amsterdam per 0-2 nell’esordio di coppa contro l’Ajax vale molto più di tre punti, comunque preziosi in prospettiva del cammino europeo (dove il calendario ha previsto un avvio soft e un finale da incubo: meglio mettere subito fieno in cascina per la qualificazione).

Era la prima volta in Champions dopo lo 0-5 in finale col Psg, ma i fantasmi della terribile notte di Monaco non si sono fatti sentire più di tanto, anche perché l’Inter aveva altro a cui pensare. La squadra di Chivu ha ritrovato il successo dopo le ultime due sconfitte di fila (Udinese, Juventus) che tante critiche e polemiche avevano sollevato. E, si spera, anche un po’ di serenità. Lo ha fatto con una prestazione convincente, contro un avversario in realtà abbastanza modesto: l’Ajax, al di là del blasone, è sembrato poca cosa, sia a livello di individualità che di organizzazione. Così i nerazzurri hanno dominato, soprattutto nella ripresa dopo un primo tempo un po’ balbettante, avrebbero potuto anche segnare più gol, ma comunque hanno condotto sempre la gara con piglio, mantenendo la porta inviolata (era importante dopo le sei reti subite nelle ultime due uscite), senza rischiare praticamente mai. Nell’unica occasione concessa, gigantesca e pericolosa perché sullo 0-0 avrebbe potuto cambiare la storia del match, è stato decisivo Sommer, che non avrebbe nemmeno dovuto giocare e invece alla fine è stato uno degli eroi di serata insieme a Thuram, l’altro criticato dopo la sconfitta con la Juventus.