La giornalista di bellezza Jessica DeFino – che nel suo sito si autodefinisce “The woman the beauty industry fears the most” (la donna che l’industria cosmetica teme di più) – cura una rubrica dal titolo emblematico The Don’t Buy List in cui in ogni post snocciola un elenco argomentato di “sconsigli” per gli acquisti. Spiega cioè perché alcune formule non facciano quello che dicono di fare e come il marketing che le supporta si fondi poco su basi scientifiche.

DeFino ha iniziato questo percorso di demistificazione della bellezza molto prima che il debunking – come adesso viene globalmente chiamato il fenomeno in questione – diventasse una tendenza. Racconta infatti di aver iniziato per caso durante la pandemia, "quando lavorare come freelance era difficile: quasi tutti i giornali avevano congelato i budget per i collaboratori e avevo scritto dei pezzi che se non fossero usciti avrebbero perso d’attualità. Così è nata la mia newsletter (che all’epoca si chiamava The Unpublishable, oggi Flesh World, ndr) e non avendo né investitori né una testata a cui rendere conto, ho iniziato a scrivere quello che davvero volevo dire". Ai lettori il suo bollettino sfacciatamente sincero è piaciuto molto e da lì, complice la rivoluzione copernicana che il declino dei mega influencer ha provocato, il debunking ha iniziato la sua ascesa nel beauty.