di

Dafne Roat

La minore ha raccontato la sua versione ai genitori che si sono rivolti alla direzione. Dopo un colloquio, il religioso è stato trasferito. Lui nega e si difende: «Nessun secondo fine, sono solo espansivo»

Piccole attenzioni, apparentemente innocenti. «Sono una persona espansiva, ma non c’è mai stato un secondo fine», si è difeso davanti pubblico ministero. Eppure all’interno della scuola, tra le ragazzine e i ragazzini era chiacchierato, tutti parlavano di quell’insegnante di religione e dei suoi atteggiamenti dubbi verso le ragazzine. Un comportamento equivoco che avrebbe infastidito alcune alunne, ma con lei sarebbe andato oltre. Atteggiamenti morbosi e poi palpeggiamenti. Il giovane parroco, nonché docente di religione in una scuola e molto attivo anche nell’organizzazione di momenti sportivi e ricreativi sempre nell’ambito della realtà scolastica, avrebbe molestato una ragazzina di soli undici anni all’interno dell’istituto religioso dove insegnava. La Procura contesta tre episodi in cui il religioso, all’epoca dei fatti quarantenne, avrebbe toccato la ragazzina, abbracciandola da dietro e poi palpeggiandola. Uno degli episodi sarebbe avvenuto all’interno di una sala dell’istituto scolastico religioso destinata ad attività ludiche e ricreative. Non è chiaro se in quel momento erano presenti anche altri studenti. I fatti contestati sono avvenuti tra ottobre e novembre del 2023 e ora il pm Giorgio Bocciarelli, titolare del fascicolo d’indagine, ha chiesto il giudizio del religioso per violenza sessuale aggravata su minore. L’udienza è stata fissata all’inizio del prossimo anno. La scuola, saputa la notizia dopo il colloquio con la famiglia, ha trasferito il prete a Roma.