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Adriano Barrì

In prima fila ci sono Eni, Inwit, De’ Longhi. Poi toccherà a Mediobanca, Unicredit, Intesa, Poste, Recordati. La lista delle cedole anticipate è sempre più ricca di blue chip

Dopo un’estate in cui l’attenzione degli investitori si è concentrata sulle trimestrali e sulle manovre delle banche centrali, l’autunno di Borsa Italiana si preannuncia tutt’altro che soporifero. A dare ulteriore slancio alle quotazioni, sui massimi dal 2007 nonostante una stagionalità non favorevole, potrebbero essere i dividendi in arrivo: una seconda ondata di cedole che coinvolgerà anche alcune delle società più rilevanti in termini di capitalizzazione di Piazza Affari, capaci di coniugare generosi ritorni per gli azionisti con un andamento borsistico spesso sopra la media. A partire da fine settembre, diversi gruppi distribuiranno un acconto sul dividendo del 2026. Ed è proprio la combinazione di cedole sostanziose, capitalizzazioni rilevanti e performance sostenute che riaccende l’attenzione sul dividend yield d’autunno. Secondo un’elaborazione de L’Economia del Corriere aggiornata al 9 settembre 2025, sono 12 le società quotate che hanno già pianificato la distribuzione di una cedola autunnale mentre un’altra decina è pronta all’annuncio.