La nuova stagione Nfl è appena cominciata e, tra i tifosi, c’è ancora chi fatica ad abituarsi a un cambiamento che ha rivoluzionato uno dei momenti più iconici del football americano: il calcio d’inizio. La regola, introdotta in via sperimentale l’anno scorso e resa definitiva da questa stagione, ha cambiato il volto delle partite. E La lega è convinta di aver preso la giusta decisione. Le statistiche infatti, consultabili sul sito ufficiale della Nfl, mostrano come i giocatori oggi corrano meno rischi per la loro salute rispetto al passato. Ma non tutti sono d’accordo. A guidare la schiera dei critici c’è soprattutto Donald Trump, che su Truth Social ha tuonato contro la nuova regola definendola “football da femminucce, un male per l’America”, chiedendone l’abolizione. Secondo il presidente degli Stati Uniti, il nuovo kickoff non solo è ridicolo, ma sarebbe addirittura tanto pericoloso quanto quello vecchio. Eppure i dati dicono tutt’altro.

Con il vecchio regolamento, la squadra che calciava il pallone partiva dalla propria linea di 35 yard e tentava di spedirlo il più lontano possibile per dare alla difesa una migliore possibilità di fermare l’attacco lontano dalla cosiddetta end zone. Nel mentre, l’altra formazione si preparava a riportarlo indietro: due schiere di giocatori lanciati a tutta velocità una contro l’altra, con conseguenze spesso devastanti. Di fatto, questi violenti impatti rappresentano il lato oscuro del football americano. È ancora vivo il ricordo di Shane Devon Tamura, il 27enne che lo scorso agosto si diresse verso gli uffici della NFL uccidendo 4 persone. In tasca aveva una lettera che recitava: “Mi dispiace. Per favore, studiate il mio cervello”. L’uomo accusava la lega di essere responsabile della malattia che lo stava consumando, l’encefalopatia traumatica cronica (ETC). Un episodio che ha riportato sotto la lente d’ingrandimento globale il legame tra questa condizione neurodegenerativa, causata da ripetuti traumi cranici, e il football.