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Andrea Rinaldi

Orcel: In Italia Unicredit ha «provato a fare qualcosa» in termini di M&A «che non ha funzionato per ragioni esterne, per l’interferenza del governo. Dobbiamo accelerare senza M&A»

Dopo il fallimento della presa su Banco Bpm, Unicredit si mette in attesa su Commerz e tornerà a spingere sul nostro Paese. Anzi l’attesa è tutta per la Germania. A dirlo è lo stesso ad di Piazza Gae Aulenti, alla 30esima Financials ceo conference di Bank of America. In Italia Unicredit ha «provato a fare qualcosa» in termini di M&A «che non ha funzionato per ragioni esterne, per l’interferenza del governo. Abbiamo imparato la lezione», ha ammesso Andrea Orcel, per poi aggiungere che l’Italia «per noi è un’ancora. Avevamo un piano di crescita interna che abbiamo sospeso quando abbiamo lanciato l’ops su Banco Bpm. Ora l’abbiamo rivisto e daremo più dettagli nei prossimi trimestri. Dobbiamo accelerare senza M&A. L’Italia è in fase di crescita, non verremo tirati in una direzione o l’altra. Dobbiamo accelerare e sono fiducioso che ci riusciremo».

Il valoreL’Italia per Unicredit vale il 50% del fatturato e il 45% dell’utile netto. E sono tre i mercati in cui un’operazione di M&A comporterebbe «una trasformazione rilevante della nostra equity story»: Italia, Germania e Polonia, ha precisato Orcel. Su Commerzbank invece «dal nostro punto di vista, rispettiamo molto il governo. È un interlocutore critico, fondamentale. Noi speriamo che col tempo vedano la luce. E speriamo che anche Commerzbank veda la luce col tempo». L’ad dell’istituto tedesco, Bettina Orlopp, è rimasta però ferma sulla sua posizione: allo stato attuale un’aggregazione «non ha molto senso».