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Gaia Piccardi, inviata a Tokyo
Kathy Seck: «Sapevo che sarebbe andata bene: la vigilia della finale l’abbiamo trascorsa insieme, non si è mai lamentato nemmeno di un dolorino. Ho pensato: vince»
Daje Matty. La voce di mamma Khaty è piovuta dalle tribune nel momento di maggior confusione, per riportare ordine. «Mattia ha l’irruenza della gioventù, vorrebbe sempre saltare d’istinto, e invece una rincorsa così tecnica richiede autocontrollo e consapevolezza». Tra i segreti del nuovo campione del mondo, l’allenatrice dentro casa.
Signora Furlani, come è nato questo oro?«Da un primo salto lunghissimo, nullo di un niente. Mattia, stai attento alla ritmica, gli ho detto. Nella fase finale della rincorsa lui tende a non rispettare i tempi, ad accelerare in anticipo: così perde velocità. È stato bravo ad ascoltarmi, a farsi guidare».









