MASERADA (TREVISO) - Caccia alla banda che l’altra notte si è intrufolata nell’abitazione di un’anziana 75enne in vicolo Battisti a Candelù. Ma a finire nei guai è anche il vicino che, per metterli in fuga, ha esploso in aria due colpi di fucile. L’uomo, il settantenne Renato Carnevale, è stato ammonito ma verranno fatti ulteriori accertamenti sul porto d’armi, stando ai primi riscontri ottenuto per uso sportivo. L’episodio lunedì sera alle 20.30 quando due banditi si sono introdotti nella villetta della vicina che, sentiti dei rumori sospetti, ha avvertito il figlio. Il quale, non essendo in zona, ha allertato il proprietario del fucile. «Ha risposto mio figlio al telefono - spiega Carnevale -, infatti per primo è uscito lui con la pistola scacciacani e poi io ho preso in mano il fucile». Spari verso l’alto più forti dei precedenti, «per farli spaventare - puntualizza -. Non li ho rivolti a loro».

GLI ACCERTAMENTI Operaio in pensione, il residente di vicolo Battisti, detiene un regolare porto d’armi per poter avere con sé il fucile, che al momento ancora ha in casa. Da chiarire ora è il suo utilizzo, se è stato improprio o meno, ossia dove è stato imbracciato e in che modo. «Quando ho puntato verso l’alto, ero nella stradina - ripercorre Carnevale -. Sono stati attimi concitati, eravamo tutti abbastanza nervosi per quello che stava succedendo: la chiamata del figlio della signora ci ha messo in allerta. E anche il mio cane Thor stava abbaiando in giardino, segno che aveva sentito qualcosa di insolito. Sono quei momenti in cui non devi pensare ma agire». Anche perché i malintenzionati nella casa della vicina 75enne erano già entrati: una volta scardinato il finestrone, si sono mossi nelle varie stanze, non pensando però che al piano di sotto c’era qualcuno che stava sentendo i loro passi. «Erano in due, probabilmente anche in tre - continua il vicino -. Quando hanno sentito i colpi sono scappati: mio figlio poi ha attraversato tutto il vicolo, andando dall’altra parte della strada per vedere dove fossero andati, se c’era qualcun altro che li stava aspettando, ma nulla». Nel frattempo l’anziana, presa dal panico, si è sentita male. E i carabinieri che sono arrivati poco dopo hanno sorpreso Carnevale con il fucile in mano, ammonendolo. «L’ho usato pochissime volte nella vita e al poligono di tiro - ammette - si possono contare sulle dita di una mano. Lo tengo perché ho il porto d’armi regolare e ora ad averlo mi sento sicuro». Ma le verifiche sul suo utilizzo sono in corso, anche sul motivo per cui avesse il porto d’armi.LA REAZIONE Ma nell’attesa, l’ipotesi di non poter più avere con sé fucile e bossoli viene spontanea. «In quel caso mi prenderò un kalashnikov - dice ironico il residente -. Ho sparato per difesa e, ripeto, in aria, dove sapevo di non poter colpire nessuno». E se fosse successo a lui? Sorride. «Li facevo correre - continua -, come li ho spaventati lunedì sera. Qui in zona ci conosciamo tutti e ci aiutiamo quando succede qualcosa». E proprio le telecamere delle abitazioni nei dintorni, potrebbero nascondere degli indizi per risalire ai responsabili: quella zona di Candelù di aperta campagna, infatti, anche se non ha videosorveglianza pubblica, è tenuta d’occhio dai vicini. E nella stessa via ci sono diverse cantine. Dunque, non una zona qualunque per i ladri, che probabilmente avevano già perlustrato via e vicolo più volte prima di entrare in azione nella casa dell’anziana.I PRECEDENTI Ma nel comune Maserada, quella che si sta chiudendo in questi giorni, non è stata una stagione estiva tranquilla. L’ultima sera della sagra paesana, tra furti tentati e compiuti, ne sono stati segnalati 13. In quell’occasione, i ladri avevano approfittato dei residenti fuori casa per vedere i fuochi d’artificio. «Anche qui non è la prima volta che vengono - conclude amaro Carnevale, ripensando alla pistola e al fucile che ha con sé. LE URLA Ma l’uomo non è l’unico ad aver intimorito i malviventi. Martedì sera, attorno le 22, Edeltrud Strludiger, residente 90enne a Monastier in via Bosco, non ci ha pensato due volte a cacciare i due individui che si erano introdotti nella sua cucina. «Stavo leggendo al piano di sopra, quando dalla finestra ho visto una luce blu - racconta -. Così sono scesa a vedere cosa fosse. E ne ho visti due. Allora ho iniziato ad urlare “cosa ci fate qui” e li ho spinti verso la porta». Ma non appena l’anziana in trepida li ha messi in fuga, dietro di lei ce n’era un terzo. «Ho buttato fuori anche lui - dice senza paura - ma tutti erano incappucciati». Edeltrud vive sola, e una volta che è riuscita a chiudere la porta dietro di sé, senza nessun altro tra le stanze di casa, ha chiamato il figlio Orlando. Sul fatto che possa riaccadere, non ci pensa, è già troppo quello che le è successo. «Ho urlato più forte che potevo per farli scappare - dice, ammettendo di aver lanciato anche qualche leggera imprecazione -. Sono riuscita ad affrontarli».