Influenza, ma non solo. In agguato ci sono anche Covid 19, virus respiratorio sinciziale, pneumococco, e dozzine di altri patogeni. Pronti a colpire nei mesi invernali, e capaci di provocare polmoniti e infezioni respiratorie gravi, il cui peso sanitario ed economico va facendosi sempre più rilevante. E i vaccini, le uniche armi realmente efficaci per difendere la popolazione a rischio, non riescono ancora a raggiungere le coperture consigliate dalla comunità scientifica internazionale. Se ne è parlato nel corso dell’incontro “Infezioni respiratorie: impatti sull’healthy ageing e costi del Ssn”, realizzato da The European House – Ambrosetti con il contributo non condizionante di Pfizer.
Un fenomeno in crescita
Come discusso nel corso dell’incontro, ogni anno in Italia si registrano circa 188.300 casi di infezioni respiratorie ogni 100.000 abitanti, un dato superiore alla media europea. Sono quasi due episodi di malattia per ogni cittadino, con un’incidenza particolarmente elevata nei bambini (323.000 casi per 100.000) e negli over 50 (140.000 casi per 100.000). Nell’ultimo anno le sindromi simil-influenzali (causate non solo dai virus influenzali veri e propri) hanno interessato il 27.7% della popolazione, in crescita rispetto alla stagione precedente.









