ROMA – Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, è "ben posizionata per cogliere significative opportunità di investimento" con 4,1 miliardi di euro derivanti dalla monetizzazione degli asset, incluso il collocamento di azioni Ferrari e dai dividendi. Alla fine del primo semestre, il valore patrimoniale lordo di Exor ammontava a 40 miliardi di euro, mentre il valore netto degli attivi era pari a 36 miliardi di euro. "Siamo entrati nel 2025 in un contesto di forte instabilità, segnato da dazi e incertezze normative che hanno inciso in modo significativo sulle nostre società. Sebbene questi fattori abbiano reso l'avvio dell'anno sfidante, abbiamo compiuto progressi costanti", spiega John Elkann, amministratore delegato di Exor, nella relazione semestrale. "Abbiamo ridotto la concentrazione del portafoglio attraverso operazioni di monetizzazione di successo, sostenute da un accordo strategico che porterà nuove opportunità per Iveco Group nel prossimo capitolo della sua storia, e abbiamo continuato a supportare i leadership team delle nostre società".
Nella prima metà del 2025, il valore patrimoniale netto (Nav) per azione di Exor - si legge in una nota della società - ha sovraperformato l'indice Msci World di 5 punti percentuali, supportato da un riacquisto di azioni proprie per 1 miliardo di euro. Nonostante la significativa volatilità del mercato, le società hanno registrato performance in linea con l'indice Msci World, con performance eterogenee tra le diverse partecipazioni. La società Lingotto ha registrato solidi rendimenti dell'11% nel periodo, trainati soprattutto dai suoi investimenti quotati.








