Il riconoscimento facciale come sistema di accredito biometrico al posto dei documenti d'identità è stato bloccato negli aeroporti italiani dal Garante della Privacy. Secondo quanto riportato si tratta di una misura temporanea che interessa gli unici due scali sul nostro territorio in cui si era attivato il servizio ovvero Milano Linate e Roma Fiumicino. Il motivo è quello di verificare la corretta protezione dei dati personali dei passeggeri che hanno preso parte volontariamente al programma.AGGIORNAMENTO 18 settembre ore 12 - Il Garante della privacy ha pubblicato sul sito ufficiale un comunicato ufficiale in cui si specifica che non viene promosso nessun divieto generale all'utilizzo del riconoscimento facciale in aeroporto, in merito alla sospensione dei servizi presso gli aeroporti di Milano e Roma. "Non si ostacola l’innovazione, purché nel rispetto delle regole europee [...] Il Garante precisa che il ricorso a tecnologie di riconoscimento facciale in aeroporto è, quindi, da considerarsi consentito ma ricorrendo a soluzioni tecnologiche diverse da quella adottata da Sea". Il punto focale è quello di trovare una proposta che possa bilanciare "le esigenze di semplificazione nelle operazioni di imbarco con quelle di protezione dei dati personali nel rispetto della vigente disciplina europea, con particolare riferimento al trattamento dei dati biometrici".L'aeroporto di Milano Linate era stato il primo a proporre il riconoscimento facciale per l'imbarco già durante il biennio 2019-2020 con un programma sperimentale. L'iniziativa nota come Faceboarding era attiva con le compagnie Ita Airways e Scandinavian Airlines rispettivamente su voli domestici e verso la capitale danese Copenhagen. Roma Fiumicino aveva seguito a ruota nel 2024 con una soluzione nota come You Board. In entrambi i casi, i passeggeri potevano accedere all'opzione in modo volontario, registrando i propri dati su un apposito portale e la durata dell'iscrizione era di un anno. Le autorità regolatorie avevano iniziato a raccogliere informazioni e esaminare questi sistemi già a fine 2024 per verificare la corretta tutela delle informazioni personali. In modo preventivo, il servizio era dunque stato sospeso a Roma Fiumicino. Qui sotto il video di presentazione pubblicato dal canale ufficiale dalla società dietro gli aeroporti milanesi ovvero Sea.Come rivela il Corriere della Sera, è arrivato lo stop del Garante della Privacy (con un provvedimento dello scorso 11 settembre), che quindi ferma momentaneamente il riconoscimento facciale anche a Milano Linate, dove era rimasto accessibile finora. Secondo quanto riportato, quasi 25.000 viaggiatori avevano utilizzato il servizio allo scorso 31 luglio, ma il problema riscontrato riguarda la mancanza di un adeguato controllo attivo sui propri dati biometrici, dato che questi rimarrebbero “nell’esclusiva disponibilità del gestore aeroportuale”, di conseguenza il Garante della Privacy richiede un sistema di più efficiente di protezione dei dati sensibili.
Il Garante della privacy ferma il riconoscimento facciale in aeroporto
Il cosiddetto face boarding è sospeso negli scali di Roma Fiumicino e Milano Linate, dove era stato inizialmente attivato








