di

Lorenzo Cremonesi

Quello della «Nakba» è stato un capitolo ignorato per trent'anni dalla storiografia occidentale: ecco che cosa accadde, e come, tra gli ultimi mesi del 1947 e l'inizio del 1949

Oltre tre quarti della popolazione araba nei territori diventati parte dello Stato di Israele espulsa a suon di massacri di civili, distruzione metodica delle loro abitazioni, violenze di ogni genere inclusi gli avvelenamenti dei pozzi, uccisioni seriali di greggi e devastazioni su larga scala dei raccolti per rendere impossibile l’economia di una società ancora largamente fondata su agricoltura e pastorizia: questa fu la «Nakba», che in arabo significa «catastrofe», la cacciata dei palestinesi tra gli ultimi mesi del 1947 e l’inizio del 1949.

Circa 750 mila furono espulsi, rimasero nei confini del nuovo Stato ebraico meno di 250 mila.