Mai una riunione fra i soci. Nemmeno degli iscritti all’associazione culturale di via Capo d’Africa. Mai un’attività da circolo come era scritto sulle autorizzazioni. Piuttosto si trattava invece di un night club con escort messe a disposizione dei clienti, anche facoltosi imprenditori e turisti stranieri, con gli incassi che finivano in parte nelle tasche del proprietario. È quello che hanno scoperto i finanzieri del Comando provinciale di via Nomentana e i poliziotti della sezione di polizia giudiziaria della Procura durante l’indagine che ieri mattina ha portato all’arresto (ai domiciliari) di Luca Camilletti, 55 anni, titolare del «Poppea Club», a due passi dal Colosseo, che è stato sequestrato. Si tratta dello stesso locale finito al centro dell’inchiesta, poi archiviata, sul presunto caso di circonvenzione d’incapace che aveva visto come vittima l’ex generale dell’Esercito Mario Buscemi, già consigliere militare di Palazzo Chigi, morto lo scorso anno, raggirato secondo i parenti da alcune ballerine del night che gli avevano prosciugato risparmi e conti bancari.
Roma, sequestrato il Poppea al Colosseo: sfruttamento della prostituzione e evasione fiscale nel finto circolo culturale
Il night club con spogliarelliste in via Capo d’Africa operava sotto le mentite spoglie di un’associazione culturale. Ai domiciliari il titolare, Luca Camilletti. Sequestrati anche 500mila euro per le tasse non pagate in due anni







