La novità è che da qualche tempo le circolari sul cosiddetto «dress code» da tenere a scuola non prendono più di mira solo gli studenti - come se il decoro fosse un problema solo dei più giovani - ma anche il personale scolastico. Riapre la scuola, con temperature che da Nord a Sud sfiorano i trenta gradi, e i presidi, già alle prese con problemi ben più seri come riuscire a riempire tutti i posti ancora scoperti, trovano il tempo anche per ribadire norme di semplice buon senso come il fatto che a scuola sarebbe opportuno non presentarsi vestiti come in spiaggia: evitando shorts e ciabatte, per esempio. Ma il campionario delle circolari è molto più articolato e suggestivo di così, visto che in base all'autonomia spetta ai singoli dirigenti stabilire qual è il confine del decoro. C'è chi vieta solo gli hot pants e chi anche i bermuda. Chi ce l'ha con i top che lasciano l'«ombelico scoperto», chi con le «profonde scollature». Chi con i jeans strappati, chi con quelli a vita bassa con slip in bella vista. Ogni circolare racconta un mondo e riflette la sensibilità e la mentalità di chi l'ha redatta.