Piazzale Clodio a Roma per Giulio Regeni e Alberto Trentini: presenti gli attivisti di “Giulio Siamo Noi” e di Articolo 21, i genitori di Giulio Regeni, la leader del Pd Elly Schlein. Si unisce anche la mamma di Alberto Trentini, il cooperante veneziano imprigionato in Venezuela dal 15 novembre scorso. Riprende questa mattina davanti alla Corte d’Assise di Roma il processo per il sequestro, le torture e l’assassinio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano ucciso in Egitto nel 2016. L’udienza, iniziata in mattinata, come sempre è accompagnata da un sit in che oggi porta anche il nome di Alberto Trentini.

«Trecentocinque giorni sono insopportabili, 305 giorni di detenzione senza che vi sia alcun procedimento per un reato: Alberto non ha commesso reati, è sostanzialmente tenuto ostaggio e quindi bisogna fare ogni sforzo. Noi chiediamo al nostro governo di non lasciare nulla di intentato e di aprire un'interlocuzione politica nella forma che riterrà per riportare a casa Alberto Trentini». Così la leader del Pd Elly Schlein partecipando al sit in a piazzale Clodio. «Abbiamo chiesto anche nei giorni scorsi di riprogrammare al più presto una missione dell'inviato speciale Vignali - ha aggiunto - a cui rinnoviamo tutto il nostro supporto per questa delicata impresa, ma bisogna fare ogni sforzo e cercare quel contatto che serve per riuscire a liberare Alberto. Noi vogliamo che sia presto a casa». Dopo quasi dieci mesi passati in carcere, non sono ancora noti i motivi della detenzione ne è stato dimostrato un reale impegno delle istituzioni a liberarlo, scrive l’associazione Articolo 21. «Conosco bene il caso di Alberto Trentini», ha dichiarato il ministro degli Esteri del Venezuela, Ivàn Gil, in un’intervista rilasciata a Cnn Venezuela. «I suoi diritti umani non sono stati violati – ha precisato -, ha un avvocato, è sotto processo, c’è un’azione legale e seguirà il suo corso».