In sempre più località turistiche molto popolari in Cina, il selfie è d'obbligo ma è presente personale in divisa con in mano un cronometro: e il motivo è molto semplice. A seconda delle regioni e dei siti può esserci infatti un limite dai 30 ai 60 secondi per potersi scattare un selfie o immortalare un panorama, dopodiché si deve lasciar spazio al visitatore che segue. La scelta è diventata indispensabile visto l'enorme afflusso di turisti in determinati luoghi che ogni giorno – e soprattutto durante le festività nazionali – sono presi d'assalto con congestioni spesso molto pericolose.Come riportato dal South China Morning Post, i timer per scattare foto possono andare da 60 secondi fino ad appena 30 secondi in località dove i turisti sono decine di migliaia ogni ora. Tra i primi casi citati ci sono quelli nella contea di Wuyuan nello Yiangxi presso l'Huangling Scenery Zone – tra panorami naturali scenografici e antichi metodi di coltivazione delle risorse locali – con un minuto ciascuno per immortalare un ricordo e lasciare subito il posto a chi segue. Per far rispettare le regole c'è il personale deputato al conteggio dei secondi con un cronometro, tutto è riportato in loco su un cartello informativo. Presso il noto Longzhuashan Park nello Shandong il limite è di appena 30 secondi presso il punto panoramico noto come Black Mountain Eye.D'altra parte viene narrato di gruppi che si soffermano anche per mezzora per radunare tutti i membri della comitiva e per trovare la giusta angolazione che piaccia a tutti i partecipanti. Sembra che per turisti più anziani o con difficoltà nella locomozione ci sia un po' più di margine. Inoltre, il South China Morning Post riporta le parole di un manager che afferma come “Se ci sono pochi turisti, non applichiamo questo limite di tempo. Tuttavia, data la sua popolarità, spesso ci sono molte persone in attesa per le foto, rendendo necessaria questa misura per mantenere l'ordine”. Chissà se l'idea già presente in Cina per i selfie arriverà anche da noi, d'altra parte l'overtourism è un problema sempre più pressante in Italia così come nel resto d'Europa.