Scattarsi un selfie è diventato un gesto quotidiano, quasi automatico. Ma nella Giornata mondiale del selfie, che si celebra il 21 giugno, questa azione viene letta per quella che diventata: non solo un modo per condividere un momento, ma un vero linguaggio della cultura digitale, in cui identità e immagine personale si costruiscono sempre più online. La ricorrenza è nata nel 2013, in concomitanza con l'inserimento ufficiale della parola "selfie" (autoscatto digitale) nell'Oxford English Dictionary.

I filtri sempre più diffusi tra gli adolescenti

Nel panorama digitale in cui viviamo oggi, i social media sono parte integrante della vita quotidiana ed è sempre più diffuso l’utilizzo di filtri social tra gli adolescenti. Secondo il Dossier Dati elaborato da Save the Children su dati ISTAT (aprile 2025), nel 2022 circa il 74% dei ragazzi e l’84% delle ragazze di 15 anni possedeva un account social. L’ascesa di piattaforme basate sull’immagine ha favorito la diffusione di filtri e strumenti di fotoritocco che, pur avendo una funzione creativa, possono contribuire a confondere realtà e rappresentazione idealizzata, con possibili conseguenze sul benessere psicologico dei più giovani.

L'erosione digitale dell'identità corporea