Imparare a fermarsi nelle giornate contrassegnate da continue corse: è il suggerimento del Papa nella catechesi dell'udienza generale."Noi facciamo fatica a fermarci e a riposare. Viviamo come se la vita non fosse mai abbastanza. Corriamo per produrre, per dimostrare, per non perdere terreno. Ma il Vangelo ci insegna che saperci fermare è un gesto di fiducia che dobbiamo imparare a compiere", ha detto il Pontefice aggiungendo che il Sabato Santo, al quale è stata dedicata la catechesi di questo mercoledì, "ci invita a scoprire che la vita non dipende sempre da ciò che facciamo, ma anche da come sappiamo congedarci da quanto abbiamo potuto fare".Dobbiamo quindi imparare che "non dobbiamo avere fretta di risorgere: prima occorre restare, accogliere il silenzio, lasciarci abbracciare dal limite. A volte cerchiamo risposte rapide, soluzioni immediate. Ma Dio lavora nel profondo, nel tempo lento della fiducia"."Dio non ha paura del tempo che passa, perché è Signore anche dell'attesa. Così, anche il nostro tempo 'inutile', quello delle pause, dei vuoti, dei momenti sterili, può diventare grembo di risurrezione", ha detto il Pontefice concludendo che "la speranza cristiana non nasce nel rumore, ma nel silenzio di un'attesa abitata dall'amore. Non è figlia dell'euforia, ma dell'abbandono fiducioso".