Aula strapiena, al congresso Easd, l’appuntamento europeo dedicato al diabete, quest’anno in corso a Vienna. Perché il premio Minkowski è uno dei riconoscimenti più prestigiosi per ricercatori sotto i 45 anni che si siano distinti per i loro studi sul diabete. E dopo 5 anni il premio torna in Italia per la terza volta in settant’anni con Teresa Mezza, ricercatrice dell’Università Cattolica di Roma- Fondazione Policlinico Gemelli che, oltre a un premio in denaro, ha l’onere di una lettura in sessione plenaria di 45 minuti per raccontare ai colleghi di tutto il mondo perché i suoi studi si sono meritati il premio 2025.
Abito color ocra aderente e tacco a spillo, Mezza sale sul palco con il suo pancione di 7 mesi – aspetta Ginevra – ed è preceduta da un video di presentazione che tiene insieme l’Università Cattolica, con tutti i suoi colleghi, i pazienti, gli studenti. Ma anche la parte più personale della sua vita, con i libri di disegni per bambini che usa con la primogenita, la preparazione della cena. Scienziata e mamma: la mia famiglia serve a ricaricare le batterie, spiega. E ringrazia il marito Vincenzo, la bimba Beatrice, tutto il suo gruppo di lavoro e soprattutto il suo mentore, il professor Andrea Giaccari, con il quale lavora insieme a un gruppo che si occupa specificatamente di endocrinologia dell’intestino e di studio delle malattie metaboliche






