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Le ragioni di questa avanzata non sono solo economiche, benché la stagnazione che dura da tre anni pesi sul paese
Che Alternative für Deutschland riuscisse quasi a triplicare i voti nelle amministrative della Renania Settentrionale-Vestfalia era atteso. Cinque anni fa, nelle precedenti elezioni locali, la destra radicale si fermava attorno al 5%, mentre oggi ha raggiunto il 14,5%, percentuale che rispecchia pure per difetto la tendenza nazionale. Ma il dato più rilevante, che rende questa circoscritta tornata amministrativa interessante oltre i confini regionali, è un altro: AfD non è più soltanto un fenomeno circoscritto ai Länder orientali, legato alle ferite della riunificazione e alle difficoltà di integrazione democratica. Il partito sfonda anche a ovest, nel cuore del benessere tedesco. Le ragioni di questa avanzata non sono solo economiche, benché la stagnazione che dura da tre anni pesi sul paese. Ancora più incisiva è la sensazione diffusa di insicurezza sociale, alimentata anche dalla lunga stagione delle "porte aperte" voluta negli ultimi governi Merkel e segnata da un'immigrazione illegale in larga parte sfuggita ai controlli. AfD, che non rinuncia a un linguaggio antagonista né cerca alleanze, si presenta come interprete di un malessere che corre ormai lungo tutto il territorio federale.






