Per ora il loro impiego resta limitato a prototipi e voli dimostrativi, ma gli aerotaxi — veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale (eVtol) — puntano a diventare un tassello chiave della mobilità urbana avanzata. La partita più importante, però, non si gioca in cielo, bensì a terra e negli uffici dei regolatori: qui si lavora per definire regole, infrastrutture e procedure capaci di trasformare questi velivoli da suggestione futuristica a servizio quotidiano. In Europa, l’Agenzia per la sicurezza aerea (Easa) ha già tracciato le prime linee guida per la certificazione, dai requisiti di progettazione ai corridoi di volo dedicati, fino ai criteri per la costruzione dei vertiporti, i “mini-aeroporti” urbani pensati per le fasi di decollo, atterraggio e ricarica. La Commissione europea ha avviato un’iniziativa normativa per integrare in sicurezza questa nuova modalità di trasporto nel tessuto urbano.
In Italia, l’Enac ha approvato un regolamento specifico accompagnato da un piano per la gestione del traffico aereo urbano attraverso D-Flight, piattaforma digitale del gruppo Enav già operativa per i droni e pronta a coordinare anche i voli passeggeri degli aerotaxi, integrando registrazione, pianificazione delle rotte, tracciamento in tempo reale e interfaccia con il traffico tradizionale.









