Programmare con l’intelligenza artificiale: le aziende tech continuano a rilanciare sulla posta in gioco. Migliorano le soluzioni utilizzabili per questo che è uno degli usi più dirompenti dell’AI e approfondiscono le partnership. Le ultime notizie di fine estate lo confermano appieno.
OpenAI ha appena presentato GPT-5 Codex, evoluzione del modello dedicato al coding, mentre Apple va a regime con l’integrazione di Claude di Anthropic nel suo ambiente di sviluppo Xcode. Due mosse che ridisegnano gli equilibri di un settore già animato da GitHub Copilot di Microsoft e da un attore alternativo come Cursor di Anysphere.
La novità principale di Gpt-5 Codex è la capacità di operare come agente software: il modello non si limita a suggerire righe di codice, ma può lavorare per ore su compiti complessi, iterando, testando e raffinando in autonomia. Un passo avanti verso lo sviluppatore virtuale, capace di refactoring (ottimizzazione del codice) su larga scala e debugging profondo.
Codex è integrato nelle versioni a pagamento di Chatgpt. Per gli utenti Plus, i limiti d’uso sono più stringenti, una manciata di sessioni di codifica a settimana, mentre gli utenti Pro dovrebbero raramente incontrare limiti nell’uso normale.






