ROMA – La Cgil prova a costringere il governo Meloni a discutere le misure da mettere nella prossima legge di Bilancio prima che il provvedimento sia blindato. Per il segretario Maurizio Landini meglio tornare subito in piazza - la data scelta è quella del 25 ottobre a Roma - per ricordare alla premier qual è «l’agenda sociale» che l’esecutivo dovrebbe seguire per comporre la manovra. I temi centrali «sono lavoro, salari, fisco e pensioni» rammenta il numero uno.
Landini: “Il governo deve mille euro a ogni lavoratore. Non scenderò in politica”
di Valentina Conte
05 Settembre 2025
Un modo per rispondere a chi accusa la Cgil di organizzare scioperi preventivi, ancor prima che i commi vengano scritti. «Noi non stiamo ad aspettare la legge di Bilancio per poi criticarla, ma a mettere in campo delle nostre proposte», rimarca Landini annunciando la manifestazione nella Capitale. Le questioni per la Cgil non mancano. Landini le sintetizza così: «Siamo di fronte ad un Pil che è inferiore alle attese, ad una domanda interna che ristagna, abbiamo dei dazi che mettono in crisi le aziende, sono 3 anni che la produzione industriale cala, mentre il blocco delle pensioni ha determinato l’aumento dell’occupazione degli ultra cinquantenni, ma non diminuisce la precarietà dei giovani». La soluzione è costruire un percorso che «indichi un’agenda sociale» e tra le proposte c’è «la restituzione del fiscal drag, la necessità di fare investimenti sulla Sanità e di rinnovare tutti i contratti».







