PADOVA - I messaggi su Whatsapp sono ancora lì, aperti, come se in mezzo non ci fosse stato un anno tremendo che l’ha segnata per sempre. Roberta Jaconis non ha mai smesso di scrivere i propri pensieri alla sorella Chiara, la trentenne padovana morta il 17 settembre 2024 dopo essere stata colpita in testa da una statuina caduta da un balcone di Napoli.
Roberta si rivolge alla sorella maggiore e intanto condivide sui social i propri ricordi. Ha scelto di affrontare il dolore così, senza chiudersi nel silenzio ma anzi raccontando a tutti quanto fosse meravigliosa quella ragazza che aveva realizzato il sogno di lavorare a Parigi per Prada.
Roberta, 29 anni, risponde al telefono mentre cammina con i genitori per le strade di Roma. Sono arrivati nella Capitale lunedì per il Giubileo della Consolazione e oggi, nel giorno dell’anniversario della tragedia, saranno ricevuti in udienza privata da papa Leone.
Nel fine settimana siete tornati a Napoli dove avete ricevuto l’abbraccio della città. Che effetto vi ha fatto?
«Ogni volta che devo tornare a Napoli inizialmente non la vivo bene perché la mente va a ciò che è successo. Ma quando arriviamo in stazione e poi ci dirigiamo verso i Quartieri spagnoli per portare i girasoli dedicati a Chiara, riceviamo subito tanto affetto. La gente riconosce mio papà e tutti ci abbracciano con grande calore. Questo ci fa bene».







