In un contesto geopolitico sempre piu' conflittuale, le tecnologie avanzate, tra cui intelligenza artificiale, sistemi d'arma autonomi, droni e guerra cibernetica, modificano profondamente i metodi di condotta della guerra, generando nuove sfide umanitarie, etiche e legali, tra le quali spicca il tema della protezione dei bambini.
Questo il focus dell'evento di alto livello organizzato oggi a Villa Rigot al margine della 60ma sessione del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite dalle Rappresentanze Permanenti d'Italia e Slovenia a Ginevra, insieme allo Universities Network for Children in Armed Conflicts (UNETCHAC), prima rete universitaria internazionale a favore della protezione dei bambini in tempo di conflitto armata promossa anche dal MAECI.
L'evento - precisa un comunicato della Rappresentanza italiana - ha visto la presentazione del volume "New Technologies and Children in Armed Conflicts: Legal, Ethical, and Humanitarian Challenges in the Age of AI and Autonomous Weapons" ideato e curato dal Professor Fausto Pocar e dalla Professoressa Laura Guercio per conto di UNETCHAC, con l'obiettivo di esplorare i complessi legami tra tecnologie emergenti, conflitti armati e protezione dei minori.







