In una carriera leggendaria, cominciata nel 1960 nelle botteghe della serialità televisiva, avviata sul grande schermo nel 1966, scandita da 82 film, 10 regie, moltissime produzioni è impresa impossibile isolare i titoli che fanno di Robert Redford una leggenda universale.

Questa breve lista fissa comunque i momenti indimenticabili di una storia artistica che va di pari passo con l'evoluzione del suo paese, l'America.

- L'esordio: nel 1966 con "La caccia" diretto da Arthur Penn, Redford incarna tutte le contraddizioni di una società razzista, violenta, accecata dal denaro e dalla vendetta.

A fianco di Marlon Brando (lo sceriffo) e Jane Fonda, il giovane attore è Bubber, ragazzo senza peccato in fuga dal penitenziario e oggetto di una caccia selvaggia che vuole (e avrà) la sua vittima predestinata.

- Il successo: tre anni dopo in coppia con il divo Paul Newman si compone un duetto di sex symbol che unirà le generazioni degli spettatori. "Butch Cassidy", diretto nel 1969 da George Roy Hill è una ballata western che rompe molte regole del genere lasciando spazio all'ironia e al controcanto sentimentale (nel personaggio di Katharine Ross reduce da "Il laureato"). Si parte dalle imprese di due componenti il Mucchio Selvaggio (Butch/Newman e il kid Sundance/Redford) e si finisce con una sparatoria che segna la fine di un'epoca. Nel 1973 lo stesso regista riunisce la coppia per una delle commedie in costume più amate di sempre: "La stangata".