L'Europa si sente già in guerra, ma non si sente pronta per affrontarla. Per proteggere il proprio futuro, ha quindi deciso di investire nello Spazio e nella difesa. E la difesa, oggi, passa anche attraverso la tutela dei servizi cibernetici e legati al territorio extraterrestre. Basti pensare che, rispetto al 2024, i cosiddetti “attacchi ibridi” – come aggressioni e cyberattacchi a infrastrutture sensibili – nell’area dei paesi che fanno parte della Nato, l'Alleanza atlantica, sono aumentati del 60%. In Italia, poi, nei primi sei mesi del 2025 i cyberattacchi registrati sono stati oltre cinquemila.In una simile situazione, la Commissione europea propone di investire 131 miliardi nel settore Spazio e difesa, inserendoli nella legge di bilancio 2028-2034. Fondi da aggiungere agli 800 miliardi del piano di riarmo Readiness2030, di cui fanno parte i 150 miliardi di prestiti del fondo Safe appena sbloccati e che 19 paesi europei dovranno destinare alla produzione artiglieria, droni, protezione delle risorse spaziali. Per l'Italia sono previsti circa 15 miliardi di euro.Questi i dati e le preoccupazioni di cui si è discusso nell'ambito degli Stati generali della difesa, dello Spazio e della cybersecurity organizzati dalla Commissione e dal Parlamento europei insieme all’Agenzia spaziale europea (Esa). L'evento ha avuto luogo presso la sede dell'Esa a Frascati, il 12 settembre.La concorrenza russa sulla cybersicurezza, quella cinese guarda allo SpazioSe per l'Europa la minaccia più grave alla cybersicurezza è rappresentata dalla Russia, l'attore di primo piano nella sfida globale per il controllo e la difesa dello Spazio è la Cina. Secondo il direttore generale dell’Esa Josef Aschbacher, infatti, Pechino gioca “a un altro livello” rispetto all’Europa nella partita della capacità satellitare.Alla luce di tutto ciò, dal palco di Frascati il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio Andrius Kubilius traccia le azioni prioritarie per l'Ue: migliorare le capacità europee di osservazione e comunicazione spaziali tramite la realizzazione della costellazione satellitare Iris2; lanciare il progetto pubblico regolamentato Galileo, un servizio crittografato che ci tuteli da attacchi informatici e da interferenze sulle onde radio; investire nella protezione dei satelliti Ue, minacciati da detriti spaziali, tempeste solari e attacchi pianificati; aumentare la capacità di lancio di satelliti. A questo serviranno i miliardi messi sul piatto dalla Commissione.E per difenderci meglio, come sempre, servono regole comuniSe si vuole difendere lo Spazio, però, oltre ai fondi c'è bisogno di regole comuni. L’Ue, infatti, non è ancora dotata di un piano organico di norme sullo Spazio. Per questo è stato elaborato l’Eu space act, che vuole armonizzare le regole europee sulle attività spaziali. Nei prossimi mesi, Parlamento e Consiglio europeo discuteranno la norma.Nel frattempo, sembra che l'azienda italiana Leonardo e le francesi Airbus e Thales siano sul punto di trovare un accordo per creare un polo industriale europeo specializzato nella produzione di satelliti. Ciò darebbe il via alla costituzione di un sistema di sorveglianza comunitario da impiegare, come dice Aschbacher, “nelle frontiere, nei punti caldi, nelle zone di conflitto o anche nelle aree di gestione delle catastrofi e nelle applicazioni civili”. Stando a quanto riportato dall’agenzia Radiocor, “i tre gruppi potrebbero arrivare a una intesa entro la fine del mese di settembre”.La filiera italiano dell'aerospazio affonda le radici nel LazioL'impresa italiana, da parte sua, sembra avere i numeri per aiutare l'Europa a costruire la propria difesa cibernetica e dello Spazio. Stando a quanto detto dal delegato di Confindustria per l’Aerospazio Giorgio Marsiaj, infatti, attualmente "la nostra filiera dell'aerospazio-difesa vale oltre 20 miliardi di euro e impiega in modo diretto più di 50mila addetti”.Un ruolo da leader nel contesto nazionale lo gioca il Lazio. Per la vicepresidente della Regione Roberta Angelilli, infatti, l'area vanta “300 aziende, pmi e startup con un totale di 23mila addetti, cinque università eccellenti e numerosi centri di ricerca” impegnati nel settore. Ma l'idea è quella di crescere ancora: Angelilli ha infatti annunciato l'apertura del Distretto industriale e tecnologico della Regione Lazio per gli ambiti dello Spazio e della sicurezza, da realizzare anche grazie a finanziamenti europei. Il comitato dei fondatori del progetto si riunirà ad ottobre.