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16 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:48
Chiedevano diritti, hanno ricevuto calci e pugni e il loro gazebo è stato distrutto. Direttamente dalla titolare e da persone a lei vicine, secondo la denuncia dei Sudd Cobas. C’è un video brutale a sostenere la denuncia del sindacato riguardo a quanto accaduto in una fabbrica di confezioni di moda a Montemurlo, in provincia di Prato. Lo stabilimento è de L’Alba Srl, spiegano i Sudd Cobas, e gli operai sono stati presi a cazzotti durante un presidio con il quale cercavano di rivendicare i loro diritti.
L’aggressione è avvenuta nelle prime ore del mattino di martedì, mentre all’esterno dei capannoni dello stabilimento era in corso la protesta di 18 operai per lo più di origine pakistana, afgana e bengalese. “Un lavoratore è rimasto a terra dopo essere stato colpito più volte. L’hanno dovuto portare via in ambulanza”, sottolineano i Sudd Cobas. “Gli operai presi a cazzotti non lavorano per una confezione cinese, ma cuciono e stirano capi di abbigliamento di importanti brand della moda, quelli che in negozio arrivano a costare quanto un loro stipendio”, sottolinea il sindacato ricordando che “diritti negati, società che chiudono e riaprono sotto altri nomi e violenza contro chi protesta: succede questo nella giungla di appalti e subappalti della moda Made In Italy”.









