Arrivano e subito si mettono all’opera per tornare a casa. I colleghi degli altri Paesi li chiamano “il gruppo di Monte Cristo”, alludendo al fatto che vivono l’incarico presso l’Unione Europea come una prigione. Sono divisi in tre o quattro fazioni, vittime di antipatie personali, preda di divisioni ideologiche, combattenti di un’eterna guerra tribale interna.

Sono i più numerosi ma contano meno degli altri perché non sanno fare sistema. Sono dei pesci fuor d’acqua perché non parlano l’inglese. Sono convinti che il mondo si riduca alle loro questioni locali e snobbano quel che accade in Europa. Sono i soli ad avere nostalgia della loro bella nazione. Vanno a Bruxelles solo quando restano disoccupati in patria. Non sanno come funzionano e come far funzionare le cose nell’Unione. Metà di loro non sta con il capo in Italia, Elly Schlein.

Non stiamo parlando di un’armata Brancaleone ma della compagine degli onorevoli del Pd eletti all’Europarlamento, così come viene raccontata dai colleghi del Partito Socialista Europeo degli altri Paesi membri. La fotografia è stata scattata da Politico.eu, il giornale digitale che racconta agli americani cosa succede nell’Unione. Giusto un anno fa, la testata ha incoronato Giorgia Meloni come la persona più potente d’Europa, «perla sua influenza crescente nella Ue, dove occupa ormai una posizione di rilievo, e la capacità di imporre le sue visioni su immigrazione e diritti civili a Bruxelles, che in altri tempi sarebbero state criticate».