Affrontare le malattie cardiovascolari e le altre patologie a esse correlate con un piano che tenga insieme l’aspetto sociale, l’innovazione tecnologia e l’organizzazione del servizio sanitario. È questo l’obiettivo del ‘Forum Cardiovascolare’, un’iniziativa promossa da Altems Advisory, spin-off accademico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e lanciata oggi a Roma. “Il Forum si pone l’obiettivo di organizzare uno spazio neutro di discussione multidisciplinare sull’impatto che stanno avendo e che avranno sempre di più le malattie cardio-nefro-metaboliche, le principali cause di mortalità e disabilità”, afferma Eugenio Di Brino, ricercatore Altems, co-founder & partner di Altems Advisory. “È fondamentale lavorare insieme, perché sempre più i sistemi sanitari, soprattutto quelli universalistici, hanno una complessità di gestione che richiede un lavoro di ecosistema”. L’iniziativa, realizzata con il contributo non condizionato di Bayer, si propone di indicare azioni concrete per far fronte a una delle più pressanti sfide sanitarie. Tre le leve del cambiamento identificate: quella sociale, attraverso il maggiore coinvolgimento dei pazienti e la tutela dei loro diritti; quello tecnologico, per accelerare l’adozione dell’innovazione in campo terapeutico, diagnostico e digitale. Infine, quello organizzativo, un tema sempre più attuale alla luce della riforma dell’assistenza territoriale. Il Forum si riunirà nei prossimi mesi e presenterà le conclusioni del proprio lavoro a inizio 2026. “Il nostro compito, con questo Forum, è delineare un percorso affinché l’Italia, come ha già fatto la Spagna, crei un tavolo di dialogo e un programma attivo sulle malattie cardiovascolari”, spiega la senatrice Elena Murelli, presidente dell’Intergruppo parlamentare sulle malattie cardio, cerebro e vascolari. “Stiamo parlando della prima causa di morte degli italiani: bisogna investire, promuovere, intervenire al fine di far vivere una vita diversa a chi si trova di fronte a queste malattie”, conclude Teresa Petrangolini, direttrice del Patient Advocacy Lab dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.